Perché il disegno di legge Pillon sulle famiglie agita le acque del governo  

Coinvolgere anche le opposizioni per riscrivere la legge sull’affido condiviso. Il Movimento 5 stelle guarda ad alcuni emendamenti del Pd ritenuti positivi, paventa un asse con i dem sui temi etici, provocando l’irritazione da parte dell’alleato di governo. I principi del disegno di legge (ddl) Pillon – questa la linea del partito di via Bellerio – sono nel contratto di governo, non si tratta di un tema etico.

Così vuol dire rimettere in discussione il programma. Ufficialmente la posizione della Lega è quella di non alimentare polemiche, di concentrarsi sulle cose concrete. Legge migliorabile, ma senza ritoccare l’impianto. Ma il sottosegretario Spadafora ha archiviato il testo, sottolineando la necessità di ripartire da zero.

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Di Maio è sulla stessa lunghezza d’onda, anche se il confronto ci sarà in Commissione al Senato. Improbabile che si giunga in breve tempo ad un testo base o ad un testo unificato mettendo insieme le cinque proposte sul tavolo. Il tema dell’affido condiviso è finito tra gli argomenti che dividono la maggioranza.

Ma la convinzione nel Carroccio è che ci sia qualcuno tra i pentastellati – si guarda all’ala movimentista che punta al dialogo con i dem – che voglia utilizzarlo per tentare lo strappo. Da qui l’invito rivolto ai parlamentari dai vertici del partito di via Bellerio di non rispondere a quelle che vengono considerate provocazioni.

“Il ddl Pillon è un buon punto di partenza”, ha spiegato Salvini, d’accordo sulla necessità di regolamentare i rapporti tra genitori e figli nella separazione, facendo in moto che quest’ultimi non siano coinvolti nelle liti. “No ad usare i bambini come merce”, il ‘refrain’ tra i Cinque stelle.

Le polemiche scaturite con il Congresso delle Famiglie di Verona non si placano all’interno della maggioranza. Di Maio ha risposto prevedendo un fondo di 100 milioni per le giovani coppie che devono acquistare la prima casa, con interventi sull’Irpef e sconti per pannolini e baby sitter.

Ma anche la Lega – spiega un dirigente del Carroccio – ha pronto un pacchetto di misure che comprende tra l’altro agevolazioni fiscali. Si vedrà giovedì quando al consiglio dei ministri approderà il decreto crescita se ci sarà un confronto anche su questo punto tra gli azionisti dell’esecutivo.

Oggi la ‘querelle’ è sul Ddl Pillon, fermo restando – puntualizzano i leghisti – che quello dell’affido condiviso non è un tema del Family day e non è un tema etico, come può essere l’aborto. E dunque va portato avanti. Domani arriverà l’ok dell’Aula della Camera al codice rosso anche se la Lega nel comitato dei Nove proverà a correggere alcuni aspetti tecnici del provvedimento sul revenge porn.

L’accordo dovrebbe reggere ma le scorie dello scontro sull’evento di Verona ancora restano. “Ci sono state settimane di disinformazione perchè qualcuno ha osato ritrovarsi a Verona per difendere la mamma e il papà. Sacrilegio, conservatori, medioevo… Amico mio, senza mamma e papà i figli non vengono al mondo”, taglia corto Salvini. “Serve un nuovo Welfare familiare. Servono meno opinioni e più fatti”, il ragionamento di Di Maio.