Le voci di Torre Maura dopo la vittoria della protesta anti-rom 

“A zingari de m…, ve ne dovete annà. Fate schifo”. Girano urlando attorno all’edificio di via dei Codirossi, esternamente scrostato e di aspetto fatiscente, alcuni bambini di Torre Maura il giorno dopo le proteste con barricate e roghi di cassonetti. Un gruppo di residenti assieme a militanti di CasaPound ha tentato di impedire l’arrivo nel centro di accoglienza di un gruppo di 60 Rom.

Nelle strade limitrofe le carcasse di due automobili andate a fuoco e i disagi comuni a tante periferie romane: l’erba alta che invade la fermata del bus 313, che porta da una periferia all’altra, asfalto accidentato e rifiuti sparsi. La struttura di via dei Codirossi è una ex clinica, chiusa da tempo, che per 4 anni ha ospitato un gruppo di migrwanti africani.

Il nucleo di nomadi, composto per oltre metà da minorenni, proviene dal vicino centro di accoglienza di via Toraldo, che è stato avviato a chiusura. Entro il pomeriggio i primi Rom verranno ricollocati dal Campidoglio in altre strutture, cercando di non disgregare i nuclei familiari, l’operazione potrebbe durare tutta la settimana.

Oggi alcuni capannelli di residenti della zona stazionano ancora di fronte al centro di via dei Codirossi, dove i Rom sono nascosti all’interno in attesa di trasferimento in altre strutture. Dalle loro voci sui leva un coro unanime: “I Rom qui non ce li vogliamo, rubano, hanno una cultura diversa dalla nostra”.

C’è chi si dice deluso dalla politica: “Ho votato per la Raggi ma qui chi la ha mai vista”. Mentre un manifestante giura: “Non ce ne andremo da qui fino a che non saranno andati via, siamo pronti a morire”. Per il tardo pomeriggio intanto viene annunciato anche un presidio di protesta di Forza Nuova.