L’ultimatum del sindaco di Taranto sull’Ilva

 Il Comune di Taranto “non ha ancora ricevuto alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell’aria che stanno respirando migliaia di lavoratori”. E questo “a distanza di quasi un mese dai primi sopralluoghi disposti da Ispra all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto”. Lo dichiara il sindaco Rinaldo Melucci che fissa una data ultimativa per le risposte attese: l’8 aprile alle 12.

“Se è vero ciò che hanno asserito durante la seduta consiliare i vertici di Asl Taranto, cioè che non si possano escludere rischi rilevanti per la salute dei cittadini e che addirittura ci si ammali più che altrove e più che in passato, determinando quindi il presupposto di azioni urgenti, e se permane la confusione e l’approssimazione  da parte degli organismi tecnici indipendenti previsti dalla legge, il Comune di Taranto – dice il sindaco rivolgendosi a Ispra, Arpa Puglia, Istituto superiore di sanità e Asl Taranto – adotterà in tempi assai brevi provvedimenti costruiti sul principio di massima precauzione in difesa della salute dei propri cittadini e avverso una filiera produttiva ormai desueta ed intollerabile”.

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Il riferimento è all’ordinanza di stop degli impianti siderurgici ex Ilva, oggi Arcelor Mittal.

Un atteggiamento “poco responsabile”

 L’Amministrazione comunale di Taranto contesta in merito alla situazione ambientale della città “un atteggiamento poco responsabile” ad Ispra, Arpa Puglia, Istituto superiore di sanità ed Asl Taranto e, con una lettera del sindaco, chiede che vengano fatti conoscere gli “esiti del nuovo ciclo di analisi presso le stabilimento siderurgico”.

 Questo perché, dice il Comune, “il riscontro formale finora ricevuto” è stato “giudicato insoddisfacente da tecnici e legali” dell’ente locale, “per altro in ossequio alla mozione del Consiglio comunale dello scorso 25 marzo”.

Il sollecito inviato ai soggetti ispettivi è stato inoltrato per conoscenza anche a Regione Puglia, Provincia di Taranto, procuratore della Repubblica e prefetto di Taranto, nonché al commissario di Governo per la bonifica di Taranto e ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

Per il sindaco, “questo atteggiamento poco responsabile e chiaro sta contribuendo ad accrescere fortemente la preoccupazione dell’opinione pubblica ed ha già provocato spiacevoli fatti di cronaca che il Comune di Taranto ha avuto modo di stigmatizzare ai rappresentanti del Governo e delle Forze dell’Ordine sul territorio ionico”.

 Per le collinette ecologiche del siderurgico, sequestrate dalla Procura per inquinamento e alla base della proroga della chiusura sino a fine anno scolastico di due scuole del rione Tamburi, il sindaco di Taranto contesta infine all’Arpa una risposta “del tutto interlocutoria, priva di alcun riferimento adatto a supportare l’azione del sindaco nel verso dell’esclusione di rischi per la popolazione studentesca e cagionando ad essa ed alle famiglie ulteriore disagi”.

Scuole chiuse

Dopo aver chiuso le scuole Deledda e De Carolis per 30 giorni dal 2 marzo, trasferendo in altri plessi del quartiere Tamburi i 708 alunni di infanzia, primaria e media, qualche giorno fa il sindaco ha infatti prorogato la chiusura sino alla fine anno scolastico proprio perché non ha avuto i chiarimenti richiesti in ordine alla sussistenza del pericolo ambientale e per la salute dallo stato delle collinette.

“Non ci sono ancora i motivi per assumere decisioni differenti”, così il sindaco ha motivato Il prolungamento della chiusura dei due edifici scolastici, cosa che ha creato non poche proteste nei genitori degli alunni interessati. 

Intanto il sindaco ha annunciato che l’Osservatorio della salute voluto dal Comune allo scopo di monitorare l’impatto sui cittadini della produzione industriale e delle emissioni inquinanti, si insedierà il 12 aprile.

Ne fanno parte oltre al Comune capoluogo, anche i Comuni dell’area di crisi ambientale di Taranto.

“Ho avuto modo di concordare – dice Melucci – con i colleghi amministratori, che ringrazio per la convinta adesione e la ritrovata sintonia, la partenza del nostro Osservatorio sulla salute per la data del 12 aprile prossimo. Ora – prosegue il sindaco di Taranto – lavoriamo insieme al primo ordine del giorno, che prevedibilmente conterrà l’aggiornamento ed una maggiore pubblicità dei dati epidemiologici, nonché la valutazione dello scenario attuale, che possa condurci a corrette riflessioni intorno alla questione del danno sanitario”.