Case, monumenti, processi: la situazione a L’Aquila a 10 anni dal terremoto

Sarà il rintocco della campana della chiesa di S. Maria del Suffragio de L’Aquila a ricordare la tragedia di 10 anni fa. Sabato 6 aprile, suonerà 309 volte, una per ciascuna vittima del terribile sisma che la colpì il 6 aprile del 2009

. E questo avverrà al termine di una fiaccolata che attraverserà le vie principali del centro storico per arrivare in Piazza Duomo dove ci sarà una veglia di preghiera e una messa, officiata a mezzanotte dal vescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi.

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Un grande cantiere

L’Aquila è ancora un ‘grande cantiere’. Promossa la ricostruzione privata post-sisma a L’Aquila. Bocciata quella pubblica, secondo il bilancio tracciato dal presidente dell’associazione costruttori Ance provinciale di L’Aquila, Ettore Barattelli, nell’assemblea di fine anno. “Abbiamo superato il 50% della ricostruzione privata, non così quella pubblica, con un Codice degli appalti scritto male e applicato peggio. Ma le stazioni appaltanti hanno 600 milioni di euro da spendere nelle casseforti”, ha dichiarato Barattelli.

“Abbiamo chiesto – ha aggiunto – di distaccare funzionari dai provveditorati di tutta Italia presso la nostra sede per dare un impulso alle gare pubbliche. Gli uffici devono tornare in centro, ma anche le chiese sono all’impasse. Stiamo velocizzando la ricostruzione con la nuova amministrazione e gli uffici speciali, come la procedura accelerata per le pratiche sotto il milione di euro. Ringrazio il sindaco, che ha creato una task force di 12 persone, che sta azzerando il problema dei pagamenti arretrati”.

Questi i dati dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila (Usra): 

  • Cantieri aperti: 575 per un importo di 500 milioni di euro.
  • Cantieri conclusi: 8.262 per 3.6 miliardi di euro.
  • Cantieri in allestimento: 40 per un importo di 1 milione di euro.
  • Cantieri sospesi sono: 23 pari a 35 milioni di euro.
  • Cantieri non allestiti: 1.546.

Sul fronte della ricostruzione privata (dati del 24 marzo 2019), le domande presentate sono state 29.587 (di cui 2.985 archiviate o annullate) per un importo richiesto di 8.4miliardi.

  • Pratiche istruite: 24.941 per un importo richiesto di 6.2 miliardi, per un importo concesso di 5.5 miliardi.
  • Pratiche da istruire: 1.661 per un importo richiesto di 2 miliardi.

Sulla ricostruzione pubblica l’importo richiesto è 2.3 miliardi di euro, quello finanziato 2.1miliardi di euro, per un totale erogato, 1.4 miliardi.

Sul fronte della rimozione delle macerie nei cantieri privati il quantitativo è stato di 3 milioni di tonnellate, in quelli pubblici 495 mila tonnellate, per un totale di macerie 3.5milioni di tonnellate per un importo erogato di 66 milioni di euro.

Sul fronte dell’edilizia scolastica, (fonte Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, Usrc) sono 154 gli interventi previsti nella Regione Abruzzo per un piano di finanziamento di 153 milioni di euro (76 all’Aquila, 25 a Teramo, 38 a Pescara, 15 a Chieti).

Sulla ricostruzione all’interno del cratere i cantieri attivi sono 663 per un importo di 1.6miliardi di euro; le abitazioni tornate agibili sono 5.704 quelle inagibili 23.240.

Sulla ricostruzione fuori cratere, i cantieri attivi sono 617 pari a 391 milioni di euro, le abitazioni tornate agibili sono state 1.759 quelle ancora inagibili 3.610.

Per quanto riguarda la ricostruzione del patrimonio pubblico e privato svolto dal Segretariato regionale Mibac, sono stati approvati fondi di 1,5 miliardi in 10 anni. Nello specifico sono stati approvati 1,3 miliardi per la ricostruzione del patrimonio culturale privato, con la chiusura di 313 pratiche di aggregati (55 nel Cratere) i cui lavori in gran parte sono ultimati.

Le chiese

Un lungo lavoro quello della Soprintendenza che ha realizzato 120 progetti di restauro, svolto 180 sopralluoghi, approvato 160 restauri approvati per beni mobili e attuato 30 interventi di restauro di apparati decorativi. Sono stati invece 225 milioni i fondi assegnati al Segretariato per il patrimonio pubblico con 113 interventi già realizzati, 19 in corso e 116 ancora da avviare.

Torneranno a risplendere nel 2019 le chiese di San Silvestro e di Santa Maria del Soccorso, palazzo Ardinghelli e la chiesa Teatro San Filippo. Si chiuderanno entro l’anno inoltre anche i cantieri della chiesa di San Gregorio Magno nella frazione di San Gregorio e quello della chiesa di Santa Lucia a Rocca di Cambio.

La situazione alloggiativa

A distanza di 10 anni dal sisma sono ancora 8.024 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.149 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori), secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2018. Nel totale sono tuttavia ricompresi anche gli sfollati del terremoto del centro Italia che comunque sono una netta minoranza anche se un dato preciso non è al momento disponibile. Nel dettaglio i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.162, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.086.

Gli alloggi liberi sono 402 nel Progetto Case e 74 nei Map. Il Comune dell’Aquila è riuscito poi a recuperare la considerevole somma di 2.5milioni di euro quali contributi di autonoma sistemazione indebitamente percepiti. Sul fronte giudiziario, a parte qualche processo su presunti casi di corruzione arrivati in sede dibattimentale e indebite percezioni di erogazioni pubbliche, si è concluso il capitolo sui crolli degli edifici.

Le inchieste giudiziarie

Nei dieci anni dai tragici accadimenti legati al sisma la Procura della Repubblica (sostituto procuratore Fabio Picuti) ha portato avanti qualcosa come 202 fascicoli di inchiesta che hanno riguardato i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, crollo colposo di edificio, uno per ogni casa, palazzo, abitazione in cui si erano registrati vittime o feriti ed uno per ogni edificio, crollato o seriamente danneggiato che pur non avendo causato vittime o feriti, è apparso significativo per la sua destinazione pubblica o per la sua rilevanza strategica come l’ospedale, il Palazzo di giustizia, il Comune, la Questura, le scuole.

Dei 19 procedimenti definiti con richiesta di rinvio a giudizio 4 si sono conclusi con il riconoscimento in via definitiva delle responsabilità penali contestate: crollo Casa Studente (8 studenti morti); Commissione Grandi Rischi; crollo Convitto Nazionale (3 ragazzi morti); Facoltà di Ingegneria (nessun morto).

Per nessun reato è stata dichiarata la prescrizione nemmeno quello che ha riguardato l’ex numero ‘uno’ del Dipartimento di protezione civile Guido Bertolaso, imputato di omicidio colposo in cooperazione con i componenti della Commissione Grandi Rischi. Processo che si e’ concluso con l’assoluzione (settembre 2016) per non aver commesso il fatto. La sentenza è diventata definitiva perché non è stata appellata dalla Procura Generale della Repubblica dell’Aquila. Vi è stato appello delle sole parti civili, rigettato dalla Corte D’Appello dell’Aquila nell’ottobre dello scorso anno.

Dieci anni dopo i tragici accadimenti sono arrivati i primi risarcimenti agli orfani. L’accordo, come stabilito dalla Cassazione nel processo Grandi rischi, è stato raggiunto con i parenti delle vittime che sono riuscite a dimostrare il nesso causale tra quanto accaduto ai loro cari e quanto contestato al vice capo del dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, l’unico condannato in via definitiva a 2 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni in relazioni alle rassicurazioni infondate date alla popolazione aquilana alla vigilia del terremoto.

Definitivamente assolti invece Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della commissione Grandi rischi, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.