Ora Di Maio attacca Salvini sulle alleanze 

Non è servito nemmeno il varo del decreto Crescita a sopire gli animi tra i due azionisti di maggioranza del governo. Dopo il caso banche, oggi sono state le alleanze europee ad occupare il dibattito. Non sembra un caso – come rilevano anche le opposizioni – che i toni si facciano di giorno in giorno più accesi con l’approssimarsi della tornata elettorale europea del 26 maggio. È Di Maio a dare fuoco alle polveri con un post sul Blog delle Stelle in cui evoca anche la Shoah: “Sono preoccupato per questa deriva di ultradestra a livello europeo, con forze politiche che faranno parte del gruppo con cui si alleerà la Lega che, addirittura, in alcuni casi, negano l’Olocausto”, scrive.

La giornata dei 5 stelle, d’altra parte, è importante per due ragioni: è quella che segue alle Europarlamentarie per la scelta dei candidati al Parlamento di Strasburgo, sulla piattaforma Rousseau. E il pronunciamento del Garante della Privacy che ha comminato una multa di 50 mila euro alla stessa piattaforma per la gestione dei dati. Il capo politico del Movimento 5 Stelle prova a galvanizzare i suoi elettori, sottolineando l’importanza dell’appuntamento con le urne e marcando la distanza con le destre europee: “Ieri abbiamo concluso le votazioni per i candidati alle europee, presto avremo anche i capilista di tutte le circoscrizioni e vi assicuro che vi stupiranno perché saranno persone eccezionali”. E ancora: “Queste elezioni saranno importanti per l’Europa, ma anche per l’Italia. È tempo Di cambiarla quest’Europa”.

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“Mi preoccupa la destra intollerante”

Poi, il primo affondo nei confronti della Lega: “Il Movimento 5 Stelle farà un gruppo europeo nuovo, con forze politiche nuove e giovani, completamente svincolate dalle ideologie, lontanissima da quell’estrema destra intollerante che cresce e che onestamente mi preoccupa, ma anche da quella finta sinistra che fa gli interessi dei grandi evasori e non delle persone normali e che ha la colpa di aver fatto crescere la disuguaglianza in tutta Europa a livelli mai visti prima”. Questo, prima del secondo intervento sul tema, quello in cui Di Maio evoca l’Olocausto. Parole che arrivano mentre Matteo Salvini incontra la leader della destra estrema francese, Marine Le Pen. E la numero uno del Rassemblement Nationale ‘investe’ l’amico italiano del compito di “allargare l’alleanza in Europa”. 

Il secondo terreno di scontro, riguarda le banche e i rimborsi ai risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie. Qui il nodo è la platea dei risparmiatori che beneficeranno dei rimborsi: la Lega sembra intenzionata a percorrere la linea del ministro Giovanni Tria per una soluzione rispettosa delle norme dell’Unione Europea. Il che significa ‘misselling’, ovvero l’obbligo di dimostrare che la vendita dei prodotti bancari è avvenuta in maniera fraudolenta. Dunque, nessun meccanismo automatico di rimborso, ma si interverrà con correttivi a quanto già previsto dalla manovra per soddisfare le regole comunitarie.

Per spiegare tutto questo ai risparmiatori e raccogliere le loro valutazioni scenderà in campo, da lunedì, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante i primi incontri con i truffati dalle banche. Intanto, Di Maio si rivolge direttamente agli ex correntisti dicendo loro di tenere duro e assicurando che “non ci sarà misselling nè arbitrato”. Per Salvini, invece, velocità e cura nel predisporre la norma devono marciare di pari passo: “Bisogna fare bene e fare in fretta. Di Maio-Tria, Tria-Di Maio, in medio stat virtus. Il presidente del Consiglio si è fatto carico di incontrare i Comitati con i quali sono in contatto” ma “è già passato troppo tempo, troppi dossier rinviati per i miei gusti. Il presidente del Consiglio ha detto ‘faccio io’, faccia. Ho piena fiducia in lui e in tutti”.

Le opposizioni all’attacco

Di fronte a uno scenario quanto mai conflittuale, le opposizioni guardano a dopo le europee, quando i nodi del governo potrebbero arrivare al pettine: “Alla vigilia del Def il ministero del Tesoro è un fortino assediato. Nessuno pronuncia la parola crisi in attesa delle elezioni europee, ma la crisi è conclamata e a Palazzo Chigi dovrebbe sedere non un avvocato del popolo, ma un curatore fallimentare”, dice la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini. “

Il governo Conte”, per il coordinatore nazionale di Articolo 1 Roberto Speranza, è ormai ostaggio dei litigi tra di Maio e Salvini. Nessuno pensa al Paese che si trova con una recessione economica alle porte e dovrebbe quindi bisogno di misure d’impatto capaci di dare risposte ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie”. Per il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, ci si trova ad assistere ad un “teatrino dei litigi. Ma Salvini regge la poltrona a Di Maio. Di Maio regge la poltrona a Salvini. Di fronte ai loro disastri ci risparmino inutili sceneggiate fatte sulla pelle degli italiani. Unica cosa certa e’ che il governo nazionalpopulista è nel caos”.